Chirurgia del cuoio capelluto

L’entità del problema calvizia e l’ampia gamma d’individui che interessa è tale che da molti anni ormai sia in campo medico, sia in campo farmacologico, si sta cercando di mettere a punto una terapia atta a risolvere tale patologia. In realtà, nonostante siano stati identificati dei farmaci che potenzialmente potrebbero avere degli effetti benefici, al momento non è stata trovata alcuna terapia medica che possa avere dei risultati soddisfacenti a lungo termine, né che sia in grado di agire su zone completamente glabre. Attualmente l’unico metodo risolutivo delle calvizie cicatriziali o androgenetiche (in cui i bulbi piliferi sono completamente atrofizzati) consiste difatti nella ridistribuzione chirurgica dei bulbi.

 

In merito ad una calvizia già presente invece,esistono varie tecniche chirurgiche mirate alla risoluzione del problema che vanno dai lembi di rotazione del cuoio capelluto, al lifting della stessa zona, alla rimozione della aree prive di capelli dopo il posizionamento di specifici estensori, ai procedimenti di autoinnesto di cuoio capelluto. La scelta di una tecnica rispetto ad un’altra dipende dalle specifiche condizioni del paziente,anche se in generale la tecnica che più di ogni altra sembra atta a risolvere il problema in maniera semplice ed efficace é quella dell’autoinnesto.

 

Autotrapianto di capelli.

L'intervento chirurgico di autotrapianto di capelli consiste nel trasferire dei bulbi piliferi del paziente stesso prelevati da zone ricche di capelli in zone calve.Tale tecnica, che presenta quindi il principale vantaggio di provvedere al paziente dei capelli veri e propri e non dei capelli artificiali, trova la sua più efficace applicazione in persone affette da tale tipologia di calvizia perché in genere i bulbi piliferi che si trovano nella corona di capelli e che sono soggetti al trasferimento mantengono intatta la loro capacità di produrre capelli proprio come nella loro sede originale.

 

Intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico consiste nel prelevare dalla zona occipitale delle strisce di cuoio capelluto successivamente sezionate in modo da ottenere delle isole cutanee di dimensioni varie da trapiantare nella regione ricevente:

- Monobulbari dotate di un unico bulbo pilifero che verranno innestate lungo la linea anteriore del capo;

- Miniinnesti , ovvero isole di diametro maggiore che verranno innestate invece nella parte posteriore dell’area alopecia.

 

La precisione del trapianto, soprattutto nella zona anteriore, viene assicurata mediante la preparazione nella fase pre-operatoria di un disegno guida.L’innesto dei bulbi mira ad essere il più naturale possibile, quindi è massima cura del chirurgo fare in modo che i singoli bulbi siano impiantati nella zona ricevente in modo da imitare il più possibile una linea anteriore naturale, sia come disposizione che come orientamento di ogni singolo elemento. Inoltre, affinché le incisioni risultino praticamente invisibili, la loro direzione deve essere precisa e deve rispettare le linee di tensione cutanee.
Ad intervento concluso il paziente viene sottoposto ad un bendaggio elastico che verrà rimosso dopo circa 2 ore.

 

Il trapianto autologo permette di risolvere in maniera abbastanza semplice il problema della calvizia, sia nel caso di calvizie parziali o iniziali, sia nelle forme tipologiche più gravi dove non è sufficiente un semplice infoltimento.
L’intervento viene eseguito in un’unica seduta, che a seconda dei casi e delle necessita individuali, può essere seguita a distanza di almeno 6 mesi da eventuali altre sedute atte a migliorare l’infoltimento dei capelli.
Dal punto di vista tecnico, la metodologia del trapianto autologo richiede un’estrema perizia e precisione nell’esecuzione.
Fondamentale per la buona riuscita dell’intervento è pure la diagnosi pre-operatoria del paziente che consente di risalire all’esatta causa del problema.

 

I risultati dell’intervento sono in genere molto buoni e possono essere apprezzati nella loro totalità dopo circa alcuni mesi dall’intervento dato che i bulbi piliferi trapiantati sono molto corti  necessitano quindi del tempo sufficiente per crescere.

 

Decorso post-operatorio.

Nelle successive 24-36 ore intercorse dall’intervento, il paziente dovrà avere la massima cura nell’evitare sfregamenti e traumi nella regione innestata. Passata questa che rappresenta la fase più delicata del post-intervento, sul cuoio capelluto si formeranno delle piccole croste che concorreranno ad assicurare l’immobilità dell’innesto fino all’avvenuto effettivo attecchimento del bulbo. Il paziente potrà tornare a lavarsi i capelli trascorsa una settimana dall’intervento. Le cicatrici risulteranno essere praticamente invisibili. I capelli trapiantati subiranno una crescita regolare, del tutto analoga a quella dei normali capelli.

 

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